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L'uso di inibitori della pompa protonica è associato a una minore densità dell’osseo trabecolare nei soggetti anziani


Gli inibitori della pompa protonica ( PPI ) sono altamente efficaci nel trattamento di condizioni gastrointestinali del tratto superiore, acido-correlate, e stanno rapidamente diventando uno dei trattamenti più frequentemente prescritti in adulti o anziani.
Dati recenti hanno mostrato che l'uso a lungo termine degli inibitori della pompa protonica nei soggetti anziani è associato ad importanti effetti indesiderati, tra cui un più alto rischio di fratture osteoporotiche.
I meccanismi di questa associazione non sono ben definiti e la relazione tra l'uso di inibitori della pompa protonica e i parametri di massa e di geometria ossea non sono mai stati completamente indagati.

Uno studio ha preso in esame la relazione tra l' uso cronico degli inibitori della pompa protonica e dei parametri di massa ossea ( densità minerale ossea corticale e trasecolare, vBMDc e vBMDt ) e la geometria ossea ( area di sezione trasversale corticale e trabecolare - tCSA e cCSA ) in individui più anziani.

La popolazione in studio consisteva di 1.038 soggetti ( 452 uomini e 586 donne ) di età uguale o superiore a 65 anni, selezionati dallo studio InCHIANTI, con informazioni complete sull’esame di tomografia computerizzata eseguito a livello della tibia ( pQCT ), e sui farmaci.

I partecipanti sono stati classificati come utilizzatori degli inibitori della pompa protonica e come non-utilizzatori sulla base dell’impiego, auto-riferito, degli inibitori PPI negli ultimi 15 giorni.

Gli utilizzatori di inibitori della pompa protonica ( 36 soggetti, 14 uomini e 22 donne ) costituivano il 3.4% della popolazione in studio ( età media 75.7 anni ).

E’ stata valutata la relazione tra uso di inibitori della pompa protonica e i parametri ossei pQCT.

Coloro che facevano uso di inibitori della pompa protonica hanno mostrato vBMDt inferiore ( aggiustamento per età e sesso ), rispetto ai non-utilizzatori ( in media, 180.5 vs 207.9, p=0.001 ).
L'associazione inversa tra uso di inibitori della pompa protonica e vBMDt è rimasto quasi invariato dopo aggiustamento per fattori confondenti multipli.

Non è stata riscontrata alcuna differenza statisticamente significativa in vBMDc, tCSA e cCSA tra gli utilizzatori e i non-utilizzatori degli inibitori della pompa protonica.

Dallo studio è emerso che nelle persone anziane, l'uso di inibitori della pompa protonica è inversamente associato a vBMDt, un marker precoce del processo osteoporotico.
Questi risultati suggeriscono che l'uso di inibitori della pompa protonica potrebbe aumentare il rischio di fratture nei soggetti anziani attraverso i suoi effetti negativi sul tessuto osseo trabecolare. ( Xagena2013 )

Maggio M et al, Bone 2013; 57: 437-442


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